Zaira&Vinicio

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Non conosco Vinicio, ma conosco un pochino Zaira. Eh si le nostre strade si sono incrociate quando entrambe abbiamo iniziato a lavorare per un brand spagnolo. Avevamo in comune qualcosina tra cui gli studi in Disegno Industriale se non ricordo male.
Qualche mese fa appaiono sulle mie notizie di FaceBook le foto rubate dal suo/loro matrimonio….le ho fatte vedere a mia sorella, mia cugina a tutte le mie amiche… insomma me ne sono innamorata!
Lo stile del matrimonio semplicemente unico, un ritorno lampante agli anni ’60, la moda e la musica che connubio perfetto, Vogue e Rolling Stone, Converse e Vans…..per non parlare di tutti i particolari che vi lascio però scoprire da sole a questo link: http://www.igloophotoblog.com/blog/ … quando il fotografo fa la differenza!

Zaira ha optato per due fantastici abiti il primo Jovonnista per la cerimonia e l’altro di H&M per il ricevimento…ah vogliamo parlare dei dolci??? MITICA TAVOLATA DI DOLCIUMI VARI!

Ho rubato un pò di foto da FacciaLibro e mi raccomando a voi che pensate di sposarvi prossimamente prendete esempio e spunto da questa ragazza meravigliosa. Bravissima Zaira ancora complimenti, eravate a dir poco meravigliosi!! <3

 

 

Slowd. Il design Made in Italy a Km Zero

Da qualche tempo ha preso piede in rete una rivoluzione del design, un’intelligente iniziativa di filiera corta a Chilometro Zero. Slowd nasce nel 2011 da un’idea di due giovani architetti e designer Andrea Cattabriga e Sebastiano Longaretti, trovatisi in primis ad avere difficoltà nel portare sul mercato un proprio oggetto di design; hanno così sviluppato un’idea e portato un’innovazione per l’Italia: l’acquisto a Km Zero realizzando un sito che vende oggetti di design, un’alternativa sostenibile alla produzione di massa. Protagonista tra l’altro, lo scorso Aprile, al fuori salone del mobile di Milano con un proprio spazio espositivo.
Il design a Km zero
Il progetto Slowd è una piattaforma online con un network di designer e artigiani da mettere in contatto in una rete con nodi non oltre i 50 Km, ovvero un punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro con attenzione alla geolocalizzazione. Sostanzialmente una produzione on demand che recupera quel rapporto umano tra artigiano e cliente. I designer sviluppano l’idea del prodotto, i materiali e caricano il progetto sul sito Slowd che viene visionato dal team e se approvato, viene proposto al network. Gli artigiani che vogliono partecipare basta che si registrino sulla piattaforma (per il primo anno è gratuita) e possono candidarsi per effettuare il prototipo, scaricando il progetto a un costo basso, in modo che il designer cominci a guadagnare già prima della produzione. Attualmente sono registrati circa sessanta artigiani sparsi in tutta Italia. Successivamente il designer prepara il progetto esecutivo, in seguito gli artigiani realizzano lo stock e stabiliscono il prezzo finale che poi viene concordato calcolando il 10% di royalties al designer su ogni pezzo venduto, circa il 2% all’artigiano per il prototipo, e tra 5 e 10% a Slowd. Il cliente che va sul sito, sceglie il prodotto e lo acquista dall’artigiano più vicino a casa sua, data la vicinanza tra chi vende e chi compra, i prezzi sono competitivi.
I vantaggi
Per i designer, dare la facoltà ai giovani di farsi conoscere, con la possibilità di vendere direttamente e di guadagnare già dall’idea iniziale. Per i maestri artigiani, l’accessibilità ad una nuova realtà, l’opportunità di un rilancio producendo e vendendo sia via web che direttamente ai clienti abituali. L’utente ha il vantaggio di acquistare un oggetto di design in edizione limitata senza costi di retail.
In definitiva, una startup Made in Italy in cui il design viene realizzato in modo sostenibile, ecologico, economico e semplice come una qualsiasi e-commerce.

-MC-

Mixare fantasie

Venerdì scorso ho aiutato un’amica con le sue 8 ante di armadio. L’ho aiutata a sbarazzarsi di mille milioni di pezzi inutili…. prossimo step è la costruzione di un armadio basic prima che parta per la sua mission africana.

Ma un’altra amica lo stesso giorno mi ha posto un problema: come si mixano le fantasie??

È una cosa che ci riguarda un po’ tutte, perché il mix and match delle fantasie è da veri intenditori.

Cercherò comunque di scrivervi delle piccole regole da seguire in caso vogliate cominciare a dare una svolta al vostro look:

  1. Innanzitutto focalizziamo l’attenzione su un pezzo fantasia che vogliamo sia il nostro pezzo forte.
  2. Uno dei modi più semplici per fare un mix di fantasie è unire i pois alle strisce. Rimanete pure sul bianco e nero per almeno una delle due pattern (meglio se i pois) unite un tocco di colore siano scarpe mozzafiato o una must have bag.
  3. Colori simili e palettes vi aiuteranno in questa ardua impresa.
  4. Unire una pattern gigante con una più ridotta è un altro segreto importante da sfruttare.
  5. All’inizio non andate mai oltre le 3 pattern.
  6. Accessoriate ora il vostra look con accessori dai colori decisi.

 

Spero questi 6 punti vi siano di aiuto per il vostro prossimo outfit!!

 

La casa di TWILIGHT: una costruzione “verde” dal design accattivante

THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN-PART 1

Che tu sia un fan o meno della saga di Twilight, ti sarà capitato di fare qualche apprezzamento sullo straordinario design della casa dei Cullen. Situata nel lussureggiante verde della foresta di Portland nello Stato dell’Oregon, la casa in realtà è di proprietà di John Hoke, director of footwear design di Nike, certamente orgoglioso che avessero scelto la sua residenza come location per il film. La Residence Hoke è stata progettata nel 2006 dallo studio Skylab Architecture a firma dell’architetto Jeff Kovel e completata ad opera di Metcalf Construction nel 2007, coincidendo perfettamente con le riprese del primo capitolo della saga.

Jeff Kovel: “I am in architecture, development, and rock and roll.”
Cresciuto a New York City dove ha maturato la passione per l’architettura e ha vissuto fino all’iscrizione alla Cornell University. Nel 1996 si stabilì a Portland dove collabora nello studio Achitropolis Corporation per tre anni e nel 1999 all’età di 26 fonda il suo studio di architettura, Skylab Architecture che attualmente conta di un team di tredici architetti. Ma è a partire dal 2008 con l’uscita del primo film Twilight che si concretizza il successo per lo studio di architettura. Oltre a ricevere molte lettere di fans, hanno richieste di realizzazioni da tutto il mondo.
Il progetto
La residenza è stata concepita come Home Spec, progettata e costruita per trovare un acquirente adatto. Rimase sul mercato solo un paio di giorni, la casa venne acquistata da John Hoke e in seguito alla pubblicazione su una rivista di architettura, fu contattato dai location scout del film.
La collaborazione dei progettisti di Skylab Architecture, Lucy Metcalf come architetto dei giardini e interior design e Metcalf Construction hanno reso perfetto il connubio tra natura e costruzione. La casa infatti è stata costruita su un pendio naturale, tanto che ritroviamo un rimando alla casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright e ai dettami di architettura organica.
L’utilizzo di materiali naturali come la pietra e il legno crea un ambiente molto elegante che interagisce con la natura circostante. Gli interni sono un capolavoro di architettura con elementi luminosi, le ampie vetrate con vista sul bosco a creare un senso di connessione con l’ambiente naturale; l’arredo è parte integrante della residenza, così come l’uso del legno nel design contemporaneo e nelle pareti a doghe per creare armonia e legame tra la casa e la natura in un’unica funzione.

-MC-

X Factor Italy: Gaia

contributorHo cominciato ad amare XFactor Italy solo dallo scorso, nonostante un gruppo di mia conoscenza avesse partecipato se non erro il primissimo anno: Cherries. Volevo linkarvele ma il loro sito credo non esista più!

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Ma il soggetto che quest’anno mi fa sognare di più insieme a Violetta è Gaia.

Quando l’ho vista alle audizioni, devo dire la verità, quasi mi infastidiva quel suo essere così costruita, perfetta….. Ma poi durante il BootCamp l’illuminazione! Avevo già visto Gaia e me ne ero “innamorata”, mi piacevano già i suoi lineamenti, il suo corpo, ma dietro quell’editoriale su The Contributor non mi aspettavo si celasse QUELLA VOCE, QUELLO STILE!

 

Un pò diversa da come appare oggi sul palco di XFactor Italy 7, ma non son riuscita a dimenticarla.

Grande Gaia ci piaci un sacco!

Expo 2015, Il Padiglione Italia

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Mancano 740 giorni all’avvio dell’Expo 2015 e il 19 Aprile è stato presentato nel Salone d’Onore della Triennale, nel corso dell’evento “Costruire l’Italia”, il progetto vincitore del concorso per la progettazione dell’area dedicata al nostro Paese, indetto lo scorso 30 Novembre. Ad aggiudicarselo lo studio di architettura Nemesi & Partners Srl di Roma, Proger SpA di Pescara e BMS Progetti Srl di Milano che hanno sbalzato via i 68 progettisti in gara provenienti da tutto il mondo. La cerimonia di premiazione si è svolta alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Expo Paolo Peluffo, del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, del sindaco di Milano e commissario straordinario di Expo, Giuliano Pisapia, del presidente di Expo e commissario del Padiglione Italia, Diana Bracco.
La consegna del Padiglione alla città di Milano avverrà entro Agosto 2014. Tra i partecipanti, 2° classificato: Benedetta Tagliabue (Embt); 3° classificato: Matteo Fantoni; 4° classificati a parimerito: Giugiaro Architettura e Mario Bellini.
VIVAIO ITALIA
Il Concept di Marco Balich
Marco Balich è una figura importante a livello mondiale nella produzione di grandi eventi. Ideatore del concept Padiglione Italia, definito un vivaio e albero della vita, uno spazio icona da svilupparsi su cinque elementi cardine: Energia, come motore di trasformazione rispettando la compatibilità ambientale; Tecnologia, uno sguardo al futuro; Trasparenza, con l’uso di materiali metaforici intesi come dialogo; Natura, elemento centrale del futuro; Acqua, elemento legato all’Expo 2015 e all’identità di Milano.

Il progetto

Articolato su quattro blocchi principali di circa 12000 mq calpestabili, organizzati intorno alla piazza che rappresenta il vuoto del fulcro simbolico dello spazio espositivo, collegati attraverso degli elementi ponte che da forma alle macro funzioni quali: Auditorium, Area espositiva, Uffici e Sale riunioni con un viale lungo più di 300 metri.
Il padiglione sarà uno spazio deve il visitatore vivrà un viaggio all’interno dell’Italia nelle sue peculiarità e nella sua cultura. Sarà un organismo architettonico quanto più possibile indipendente energicamente, unn progetto ecosostenibile che, al termine dell’Expo, il Palazzo Italia verrà convertito in un “vivaio” dell’innovazione tecnologica e per la formazione.

-MC-

I Trulli

I trulli (dal greco tardo τρούλος trúlos, greco antico τροῦλλος trûllos, “cupola“) sono antiche costruzioni in pietra a secco, coniche, di origini protostoriche tipiche ed esclusive della Puglia centro-meridionale. Nonostante nelle zone di sviluppo dei trulli si rinvengano reperti archeologici di epoca preistorica, o fondazioni di capanne in pietra risalenti all’età del bronzo, non esistono trulli particolarmente antichi: questo sarebbe giustificato dal fatto secondo cui piuttosto che provvedere alla riparazione dello stesso in caso di dissesto, si preferiva abbatterlo e ricostruirlo per motivi economici, riutilizzandone il materiale.

I trulli più antichi di cui ci resti traccia oggigiorno sono stati costruiti nel XVI secolo a ridosso dell’altopiano pugliese della Murgia.

I Trulli di Alberobello sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

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