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Le4uadre Urban Poetry

 

Ecco cosa succede a star lontani da profaeshion.com per un pochino …. qualche giorno fa mi aggiunge Damiana Spoto, per caso, non accetto quasi mai persone che non conosco su FacciaLibro, ma questa volta è andata bene.
Damiana è un’artista, una creativa, ma ancor di più mi piace definirla un’artigiana, lei che ha cominciato a studiare le cromie dei colori da bambina temperando i pastelli giotto, chi di noi non li ha mai avuti, ma quanti di noi cercavano di metterli in ordine per gradazione colore?

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Ecco la Spoto ha continuato questa tradizione dando vita a le4uadre una portadocumenti H24 o pochette multifunzionale, si perché la possiamo usare anche come porta IPad, pc 13 pollici o come semplice, ma non banale, pochette per le uscite serali.

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Le4uadre perché Damiana ha vissuto per circa 3 anni in Francia, perché questo nome ricorda il termine francese le cadre, e se guardate le sue creazioni vi renderete conto che sono dei veri e propri quadri; Le4uadre perché sono in quattro, credono nelle sinergie, nelle cose piccole ma fatte bene e con amore Hanno puntato sulla unicità, si tratta di stampe a tiratura limitatissima max due stampe della stessa tipologia per regione. E’ un progetto sotto questo punto di vista impegnativo ma che racchiude tutta la nostra voglia di ridare UNICITA’ alla donna.

Le4uadre è in formato A4 in neoprene imbottito e anche all’interno il logo è stampato oltre che sulla zip in reflex. Le stampe sono interamente fatte da Damiana, per ogni stampa occorrono dalle 4 alle 7 ore, partendo da una fotografia reale, la rielaborazione e lo studio delle cromie all’interno di essa porta ad avere delle portadocumenti UNICHE.

Per maggiori informazioni andate su: http://www.le4uadre.it/

xoxo

Fran

 

IVY PARK – Beyoncè

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Mancano 2 giorni al lancio della nuova linea di abbigliamento sportivo firmata Beyonce e Top Shop. Non meraviglia la presenza del numero 4 nella data di lancio. Il numero fortunato di Beyoncè si ripete sempre: le date di nascita sua e di Jay Z, il loro anniversario di matrimonio, il nome della loro bimba IVY si ispira proprio al numero romano IV.

E per l’ennesima volta quando Queen B fa una cosa, la fa al 100% “I dream it, I work hard, I grind till I own it”! Infatti la joint- venture con Top Shop non è avvenuta dal giorno alla notte si è presentata da Sir Philippe Green (chief executive di Arcadia) con l’idea, la dichiarazione d’intenti, l’obiettivo, la strategia di marketing tutto nel primo incontro lasciando Sir Green senza parole.

Questa linea è un mix perfetto di abbigliamento sportivo con alte prestazioni tecniche e una spinta fashion, Ivy Park da potere alle donne attraverso lo sport, e proprio con questa linea si vuole dare più importanza alla forza che alla bellezza e si vogliono ispirare le donne affinché lavorino con il loro corpo e non contro il loro corpo.
La collezione si centra su un nucleo di articoli principali: leggings in tre lunghezze, crop tops, t-shirt con maniche morbide sulle braccia, felpe e giacche tecniche. Tutti i prodotti possono essere mescolati per creare la divisa sportswear personale. Perché B sa di che cosa ha bisogno un corpo quando fa sport!

Ivy Park sarà disponibile online ai siti: topshop.com; nordstrom.com; zalando.com; in particolare in UK anche su selfridges.com; jdsports.co.uk; net-a-porter.com

photos via web

Claire Underwood

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Molto spesso le mie amiche mi chiedono consiglio su cosa indossare per l’ufficio. Quasi un dramma per alcune. Così da qualche tempo suggerisco di prendere spunto dai meravigliosi outfits creati per Robin Wright aka Claire Underwood in House of Cards.

La bravissima Kemal Harris Costume Designer della First Lady più famosa della TV studia gli outfits ad hoc per ogni occasione: dal total black della corsa di Claire perché troppo stressata, al meraviglioso abito firmato Ralph Lauren argento per la cena di stato alla Casa Bianca, passando per Situation Room con occhiali dal taglio maschile e camicie celesti.

Claire Underwood rispecchia completamente la frase SEI QUELLO CHE INDOSSI. Così potente, rigorosa, femminile c’è tutto nei suoi outfits anche la sua vulnerabilità e la sua determinazione a prendere posto al tavolo del potere.

Kemal non sbaglia un colpo, tanto che, lo scorso novembre,  Michelle Obama, per uno dei suoi appuntamenti ufficiali, si è ispirata proprio a Claire e in particolare dall’episodio 11 della terza stagione di House of Cards in cui la First Lady del piccolo schermo indossa una giacca di cashmere blue (custom made), una pencil skirt di Ralph Lauren ed ovviamente stiletto Louboutin per cui la Harris aveva preso spunto da un film classico: Adam’s Rib, meglio conosciuto in Italia come La Costola di Adamo, in cui il messaggio di uguaglianza tra i sessi (oltre al guardaroba stratosferico) è molto forte.

da kemal harrisphotos via web and instagram – Kemal Harris profile

Barbie The Icon

Lo ammetto ho giocato con le Barbie fino a tardissima età…ma quanto mi paicciono ancora!
A gennaio scorso durante una visita a Milano son stata al MUDEC a vedere la mostra dedicata alla bambola più famosa del mondo. Appena arrivata ho pensato:” e se ci fosse stata quando ero una bambina, avrei “sballato”!”.
Scrivo questo articolo solo ora, alla fine della mostra, perché non voglio dimenticare la sensazione bellissima avuta lì dentro, è stato come tornare ragazzina per qualche ora!
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Ho scoperto molte cose sulla mia amica di infanzia: il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, è nata il 9 marzo 1959 a Willows in Wisconsin, l’hanno vestita oltre 100 designers.
La mostra era costituita da circa 500 pezzi suddivisi in sezioni tematiche dedicate ai temi che hanno segnato lo sviluppo della “vita” di Barbie, la cosa più lampante è stata sicuramente il cambiamento a livello di costume (inteso come evoluzione della moda) nella società del XX secolo. A partire dal 1959 si vedono le trasformazioni più profonde che si sono registrate negli ultimi sessant’anni nella moda e nel design, nella famiglia, nel mondo del lavoro femminile, negli usi e costumi dei Paesi nel mondo.
Inutile dirvi che la mia parte preferita è stata quella delle collaborazioni con i vari stilisti e brands da Benetton a Moschino, a Lagerfeld, Loubutin, Versace, Dior, Ralph Lauren e anche quella disegnata dal mitico Tim Gunn (che ho avuto l’opportunità di conoscere la scorsa estate a NY).
Ah prima di andar via le ho scritto una letterina!
xoxo

Modelle come Bambole

Sarà che son di nuovo bloccata a casa con un ginocchio che sembrano quattro, sarà che a Milano c’è la mostra di Barbie, ma ho trovato queste foto con due modelle d’eccezione: Elizabeth Erm e Magdalena Frackowiak. Non potevo non condividerle con voi, perché pensavo quanto sarebbe cool potersi scambiare gli abiti come si faceva con le bambole. Ogni modella / bambola ha gli accessori e i looks dei nostri designers preferiti.
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Questa di Gucci ha tutto il necessario per andare a cavallo!

Chanel: Métiers d’art

Ho saputo della sfilata dalla mia make up artist preferita Manola Spaziani (che vi invito a seguire su FB e Instagram) è sempre in viaggio tra un editoriale e una sfilata, è super top. Con lei è come essere Front Row ad ogni evento 😉

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Paris- Rome Métiers d’art è il nome della nuova collezione Chanel che ha sfilato il primo dicembre nel Teatro  5, tanto amato da Fellini, di Cinecittà a Roma. E’ una ‘parigina a Roma’ quella disegnata da Karl Lagerfeld per questa collezione. I set di alcuni film anni ’50 delle più importanti produzioni del cinema italiano e hollywoodiano sono stati la cornice sia della sfilata che della proiezione dell’ultimo cortometraggio girato da Karl Lagerfeld Once and Forever interpretato da Kristen Stewart e Géraldine Chaplin entrambe chiamate ad interpretare  Gabrielle Chanel in età diverse. In particolare l’ambientazione grigia e nebbiosa ricostruisce un angolo di Parigi, con il viale alberato, la stazione della metropolitana da cui arrivano le modelle, il garage, la frutteria, il cafè, il fiorista, il cinema dove viene appunto proiettato il cortometraggi.

La collezione Mètiers d’arts, che ha debuttato nel 2002, si aggiunge a quella ready to wear e haute couture ed è il risultato del lavoro artigianale e degli antichi mestieri di professionisti della moda che da anni lavorano negli atelier couture di Chanel. A partire dal 1985 la maison ha dato vita a una politica di acquisizione degli atelier del savoir-faire.

 

Per me con Chanel è stato amore al primo istante, quando la prof ci raccontò per la prima volta la sua storia ricordo rimasi talmente affascinata da questa Pioneer che decisi sarebbe poi stata l’argomento al mio esame finale all’università, lei ci ha liberate da mille costrizioni e ci ha avviate all’uso del pantalone, ci ha permesso di essere confortable ma anche super fashion, è lei che ci ha “vestite” per le prime partite a tennis. Mi è piaciuto ancor di più il fatto che Coco Chanel avesse studiato un tipo di eleganza adeguata alle necessità della pratica sportiva: “nemmeno sulla scena ci si doveva travestire, ma vestire in modo da rendere evidente la propria identità.” E vogliamo parlare de La petite robe noir? Questo abito must have di qualsiasi armadio femminile oggi può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l’abito intero femminile. Direi che per noi Chanel è stata fondamentale.

photos via Manola Spaziani MUA Instagram

Running Running

Questa mattina avrei proprio voluto fare una corsetta, ma sono bloccata a casa… Vivere vicino al mare ti spinge a voler passare più tempo possibile all’aria aperta, non è sempre possibile purtroppo. Ma quant’è bello questo sole del primo novembre! Nel frattempo mi son messa alla ricerca della scarpa giusta per una corsa su un percorso sterrato e già parlando con un amico runner esperto avevo capito che correre con una scarpa da ginnastica qualsiasi non è proprio corretto, per la prima volta Ricky mi ha parlato tanti fattori da considerare prima di acquistare una scarpa da running se si è deciso che correre è lo sport che vogliamo intraprendere. Così durante una ricerca su internet ho trovato www.misterrunning.com è un perfetto negozio di sport online ma nel momento in cui si clicca su scarpe oltre a poter scegliere tra uomo e donna e tra le varie tipologie di sport questo sito vi permette di utilizzare lo SHOE FINDER, per la scarpa adatta ad ognuno di noi. Per scegliere la giusta scarpa da running bisogna tenere in considerazione una serie di fattori molti importnati:

se siamo uomini o donne, il nostro peso, la tipologia di appoggio di appoggio del piede e ci permette di scegliere tra:(neutro, over pronazione, supinazione; l’arco del piede che può essere  basso, medio o alto, il tipo di percorso su cui intendiamo correre se sterrato o su strada. in base a questi  dati potremo scoprire qual’ è la scarpa più performante  per il nostro piede.

Ho fatto una prova per voi e con i seguenti  dati:

donna, peso tra  55 e 70 kg, over pronazione, arco del piede basso, su un percorso sterrato le scarpe più adatte a me sono principalmente asics: 1.asics w gel fujitrabuco 4;   2. asics w gel noosa tri 10.

asics w gel fujitrabuco 4 asics w gel noosa tri 10

 

Rihanna per PUMA

La società della Puma fu fondata, con un nome inpronunciabile e ancor meno scrivibile, nel 1924 da Rudolf Dassler, fratello di Adolf fondatore in seguito di ADIDAS. Puma ha spondorizzato e sponsorizza tutt’ora moltissimi atleti olimpici tra cui il pluricampione e detentore di record mondiali Usain Bolt.
Quest’anno la Puma ha deciso di “rinnovarsi” un pochino nello stile, affidando i suoi classici a Rihanna che è diventata oltre che direttore creativo anche ambasciatrice del marchio. Perchè proprio Rihanna? Da anni ormai rappresenta la “rivoluzione” in qualsiasi campo metta mani, dal suo mondo, quello musicale, al fashion world con il programma televiso Styled to Rock che insieme a Pharrel Williams, Erin Wasson e Mel Ottenberg la vedeva a capo di un gruppo molto poco convenzionale di designers.
Innanzitutto Rihanna ha deciso di mixare le classiche Suede Puma con un’altra scarpa iconica delle culture Teddy Boy e Rockabilly, la Creeper dando vita così alla Puma by Rihanna Creeper dandole un tocco punk e ribelle in pieno stile Bad Girl Riri. La scarpa ha la tomaia scamosciata, la suola in gomma con plateau e struttura a carro armato. A quanto pare Rihanna non sbaglia un colpo!

“Sono così emozionata di presentare finalmente la Creeper PUMA al mondo. La partnership con PUMA mi ha dato l’opportunità di creare capi unici e imprevisti. Volere davvero scavare nel loro archivio e a dare agli stili classici il mio tocco personale. La Creeper PUMA è proprio questo.” Rihanna

Nike Flash

Iniziare dalla Nike è una certezza. Il nome precede qualsiasi tipologia di abbigliamento sportivo, la maggioranza degli atleti degni di questo nome ha come sponsor il brand Nike. Ora ne ha fatta un’altra delle sue. Ha lanciato la linea FLASH che è adatta per il buio e la pioggia assicurando a chiunque la indossi la massima visibilità. Quindi ideale per le vostre corsette notturne ;). La linea Nike Flash è composta oltre che da vari modelli di sneakers anche da un vasto assortimento di giacche, t-shirt e leggings sia per uomo che per donna. Tutti gli articoli sono dotati di dettagli rifrangenti proprio per garantire la massima visibilità per le corse mattutine e notturne, inoltre hanno la fantastica tecnologia Dri-Fit che mantiene la pelle sempre asciutta e allontana il sudore dalla pelle fino alla superficie del tessuto dove evapora in breve tempo. Per garantire una maggior libertà di movimento e più comfot il tassello del cavallo di leggings e tights è anch’esso dotato di tessuto Dri-Fit e il tessuto è 100% poliestere riciclato. C’è da dire che ormai bisogna essere fashion anche per andare a correre, non si va se non si è perfettamente coordinati da cappello a calzini, tutto ciò ci fa sentire ancora meglio, ed oltre a questo un occhio al riciclo è un plus.

Pure Barre

Quest’estate son tornata finalmente negli States dopo 8 anni. Ho rivisto i miei zii, i miei cugini, le mie amiche. In una domenica in cui con Emi abbiam deciso di restare con la mia famiglia nel New Jersey, Kimberley, la mia cuginetta, mi ha portata con lei ad una lezione di Pure Barre, che potrebbe essere definito in parole povere un mix tra il riscaldamento delle ballerine classiche per via della presenza della Barra, appunto, e il Pilates per la tantissima isometria.
Sono stata nel centro di Denville, NJ e sia le ragazze del centro che l’insegnante Nora sono state dolcissime oltre che bravissime. Un piccolo centro, ma molto ben organizzato con lo spogliatoio a vista e l’angolo del Merchandising, da cui, lo ammetto, non ho resistito ad un paio di calzini antiscivolo e una canotta con su scritto I Love Pure Barre.
La lezione di un’ora circa è stata a dir poco devastante e ricordo che per i 4 gg successivi ho avuto le gambe, le spalle, il sedere e la pancia che mi bruciavano da morire, ma quel bruciore che sai esser super positivo. Durante la lezione i miei muscoli non abituati a quella tipologia di allenamento “tremavano” spesso, ma per fortuna c’era lo stretching.
Pure Barre è una tecnica innovativa a basso impatto, protegge le giunture evitando salti di ogni genere. Ogni sessione di allenamento è subito seguita dalla sessione di stretching per poter creare una muscolatura più lunga e snella senza gonfiarla. E’ una tecnica studiata appositamente per le zone critiche delle donne, infatti, rassoda: cosce, addominali, braccia, sedere e nell’ora di seduta bruci tante calorie.
Spero arrivi presto anche in Italia, anche se per ora sono concentrati su Stati Uniti e Canada, così che anche voi possiate provarlo.

 

 

Ecco di seguito tutto ciò che potrebbe servirvi per provare questa nuova disciplina: materassino, palla, cerchio, tubo elastico, telo, barra, t-shirt morbida, calzino antiscivolo, gli scaldamuscoli.

 

Last summer finally I went back to the States after eight years. I have been visiting my uncles, my cousins, my friends. On a Sunday in which Emi and I decided to stay with my family in New Jersey, Kimberley, my little cousin, she took me with her to my first Pure Barre lesson, which might be defined in simple terms a mix between the warm-up of the classic dancers because of the bar, and Pilates for the isometrics work out. I was in Denville, NJ and I have to tell you both the girls at the Pure Barre center and the teacher Nora were very nice and super capable. A small center, but very well organized with the locker room in view and the angle of merchandising, from which, I admit, I couldn’t resist a pair of sticky socks and a tank top that says I Love Pure Barre.

The lesson of one hour has been kind of devastating, and I remember that for the 4 days after the lesson I had legs, shoulders, butt and belly so sore, but that kind of “positive sore”. During the lesson my muscles not used to that type of training “trembling” often, but fortunately there was stretching. Pure Barre is an innovative technique to low impact, protects the joints avoiding jumps of all kinds. Each training session is immediately followed by stretching session in order to create a longer and leaner muscles without inflate. It ‘a technique developed specifically for the critical areas of women, in fact, firms: thighs, abs, arms, butt and at the hour of sitting burn many calories. I hope will come soon in Italy, although so far they are focused on the United States and Canada, so that you too can try it.

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