Chanel: Métiers d’art

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Ho saputo della sfilata dalla mia make up artist preferita Manola Spaziani (che vi invito a seguire su FB e Instagram) è sempre in viaggio tra un editoriale e una sfilata, è super top. Con lei è come essere Front Row ad ogni evento 😉

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Paris- Rome Métiers d’art è il nome della nuova collezione Chanel che ha sfilato il primo dicembre nel Teatro  5, tanto amato da Fellini, di Cinecittà a Roma. E’ una ‘parigina a Roma’ quella disegnata da Karl Lagerfeld per questa collezione. I set di alcuni film anni ’50 delle più importanti produzioni del cinema italiano e hollywoodiano sono stati la cornice sia della sfilata che della proiezione dell’ultimo cortometraggio girato da Karl Lagerfeld Once and Forever interpretato da Kristen Stewart e Géraldine Chaplin entrambe chiamate ad interpretare  Gabrielle Chanel in età diverse. In particolare l’ambientazione grigia e nebbiosa ricostruisce un angolo di Parigi, con il viale alberato, la stazione della metropolitana da cui arrivano le modelle, il garage, la frutteria, il cafè, il fiorista, il cinema dove viene appunto proiettato il cortometraggi.

La collezione Mètiers d’arts, che ha debuttato nel 2002, si aggiunge a quella ready to wear e haute couture ed è il risultato del lavoro artigianale e degli antichi mestieri di professionisti della moda che da anni lavorano negli atelier couture di Chanel. A partire dal 1985 la maison ha dato vita a una politica di acquisizione degli atelier del savoir-faire.

 

Per me con Chanel è stato amore al primo istante, quando la prof ci raccontò per la prima volta la sua storia ricordo rimasi talmente affascinata da questa Pioneer che decisi sarebbe poi stata l’argomento al mio esame finale all’università, lei ci ha liberate da mille costrizioni e ci ha avviate all’uso del pantalone, ci ha permesso di essere confortable ma anche super fashion, è lei che ci ha “vestite” per le prime partite a tennis. Mi è piaciuto ancor di più il fatto che Coco Chanel avesse studiato un tipo di eleganza adeguata alle necessità della pratica sportiva: “nemmeno sulla scena ci si doveva travestire, ma vestire in modo da rendere evidente la propria identità.” E vogliamo parlare de La petite robe noir? Questo abito must have di qualsiasi armadio femminile oggi può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l’abito intero femminile. Direi che per noi Chanel è stata fondamentale.

photos via Manola Spaziani MUA Instagram

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