2011

Best wedding ever

Lo scorso anno a giugno sono stata testimone del più bel matrimonio a cui sia mai stata invitata, e giuro non lo dico solo perché la sposa è la mia migliore amica (ma perché tutti quelli con cui ho parlato familiari compresi me lo hanno confermato). Ho avuto l’onore di occuparmi degli inviti e libretti per la cerimonia in chiesa, ma anche di essere l’autista ufficiale della sposa, da casa in chiesa e dalla chiesa al ristorante. Non ho foto purtroppo (perché ancora il fotografo non ha dato le ufficiali), ma vi assicuro che è così! Bellissimi gli addobbi floreali casa, chiesa e ristorante (Villa)…tutto sui toni del verde….

Ricordo ancora quanto ho girato per trovare un vestito verde….non ce n’erano se non corti!! Alla fine ho ripiegato sul nero, scontato ma sempre chic!

 

Last year in June I was the bridemaid of the most beautiful wedding I’ve ever been invited to, and I swear I’m not saying it just because the bride is my best friend (but becauseeveryone I spoke to family members including have confirmed). I had the honor to make the invitations and booklets for the ceremony in church, but also to be the official driver of the bride, from home to church and from the church to the restaurant. I have no pictures of  this (because they still have not  the officials one from the photographer ), but I assure you it is true! 

Beautiful floral arrangements home, church and restaurant (Villa) … all shades of green ….I still remember going crazy to find a green dress ….  there were none (affordable)only shorts and I wanted long! At the end I decided  for black, granted, but always chic!

tom ford sunglasses
tiffany necklace and bracelet
swarowsky earrings
pinko dress
marc by marc jacobs shoes

 

A day @ Planetarium

 

Credo queste foto risalgano più o meno a fine 2011 …le ho ritrovate e mi son ricordata della bellissima giornata trascorsa insieme ad Emi! Interessante, leggera e fantastica per tutte le grandi scoperte fatte.

Dopo aver visitato il museo astronomico, abbiamo assistito ad uno spettacolo molto interessante sulle comete, e quanto son belle….Sapevate che il primo ad averle raffigurate nel modo più veritiero fu il grandissimo Giotto? Beh io l’ho scoperto quel giorno!

 

 

I think these photos date back more or less at the end of 2011 … I found them and I amreminded of the beautiful day together with Emi! Interesting and fantastic for all the greatdiscoveries made.After visiting the astronomical musem, we witnessed a very interesting show about comets and how they are beautiful …. Did you know that the first to have themrepresented as truthfully was the great Giotto? Well I found out that day!
gucci sunglasses a present for my birthday
earrings by accessorize and brandy and melville
scarf and leather jacket by bata
sweater by stefanel
pants by H&M
shoes by primadonna
bag by Tommy Hilfiger

My week with Marilyn

 

Norma Jeane Baker, meglio conosciuta come Marilyn Monroe è stata un’attrice, una cantante, una modella e anche produttrice cinematografica statunitense, altro che artisti completi del nostro secolo. Da Dawson’s Creek arriva Michelle Williams a prestarle il volto, per molti critici bravissima per altri un po’ meno. Ha letto tutto su di lei, visto ogni singolo film, imparato a muoversi come l’icona di stile degli anni ’50, e per alcuni il risultato è addirittura sconvolgente. Ha già vinto un Golden Globe come miglior attrice protagonista, e noi vogliamo fidarci in attesa che My Week with Marilyn esca finalmente nelle sale italiane. Quella raccontata nel film è una storia vera; l’incontro dell’assistente alla regia sul set del film Il principe e la ballerina (The Prince and the Showgirl, 1957)Colin Clark, e Marilyn appunto. In quel periodo la Monroe è in luna di miele con l’ombroso Arthur Miller, a causa della sua solitudine sentimentale e la sua insicurezza innata, abusa di pillole e ha degli sbalzi emotivi che a volte la trascinano verso una profonda depressione. Colin Clark stringerà un rapporto d’amicizia con l’attrice, nella settimana di riprese in cui la scorterà in giro per Londra.
 
 

USA: what you don’t know…

Son sicura che dal titolo starete immaginando chissà quale dritta sfodererà… beh quella che mi accingo a raccontare è la mia storia con gli States bellissima e pur finita in “tragedia”. Tutto ebbe inizio con Beautiful, si si proprio la soap opera, ricordo ancora la prima puntata vista a casa dei miei nonni, ah quanto adorava le soap mio nonno, gli sarebbe piaciuta anche questa! Comunque grazie ai Forrester e al mio zio d’America che puntualmente ogni estate trascorreva nel paese circa 1 mese, comincio a maturare quest’amore smisurato per the Freedom Land. Un giorno del 2005 vado con le mie 2 coinquiline a Milano per l’iscrizione ad un’agenzia di au pair che di lì a poco mi avrebbe “procurato” una famiglia con cui vivere per un po’ in America. Lo stesso giorno, dopo i test psicoattitudinali, ricevo una chiamata sul cellulare da un numero straniero, era mio zio. Mi diceva di bloccare tutto con l’agenzia perché lui mi aveva trovato una sistemazione migliore, era mercoledì! Mi dice: “vuoi fare quest’esperienza (con lo slang americano misto al dialetto ciociaro)?”..ed io:”si certo! (ero al settimo cielo)…e lui: ok sabato devi essere qui!..ed io:” ok ci sarò”. Avevo solo 2 giorni per riorganizzare la mia vita…ce la feci, lasciai la casa a Roma, il lavoro in via condotti e salutai famiglia ed amici. Arrivai all’aeroporto di Newark il sabato mattina devastata e ad aspettarmi c’erano i miei due zii ed il mio cuginetto Joe con un Frappuccino di Starbucks extra! Imparai a guidare le auto con cambio automatico che all’epoca in Italia erano ancora una rarità assoluta e conobbi la famiglia che mi avrebbe cambiata dal giorno alla notte. Vi assicuro la famiglia perfetta: il papà con super lavoro al Trade Financial Center di NY, la mamma (che reputo la persona più bella sulla faccia della terra capace di gestire casa, marito, 3 figli e lavoro, vice presidente di un’importantissima multinazionale, con tutta la forza e la felicità del mondo),la più grande dei 3, aveva 5 anni, con cui entrammo subito in sintonia, il secondo all’epoca 3 anni, meno rapido fu il nostro amore, ma è uno di quei bimbi che quando ti entra nel cuore non ne esce più, e infine il piccolo  di soli 8 mesi, amore della mia vita. Son rimasta con loro circa 1 anno dopo di che è iniziata la disavventura. E’ già perché non è facile trasferirsi negli States se non hai uno sponsor, ed io non l’avevo…Comunque quando il console mi negò il visto J1 (ora non so se è cambiato) mi crollò il mondo addosso, ma soprattutto l’America!

Tornai nel 2007 con mia mamma perché mio zio era ammalato e mi lasciarono passare, ma quando a maggio del 2011 organizzai con il mio fidanzato ed alcuni amici fu la tragedia. La mattina della partenza ebbi un problema con l’ESTA causa errore di digitazione del numero del mio passaporto. Arrivati al JFK mi metto in fila per prima rispetto al mio gruppo, avvisandoli che ci sarebbe voluto un pochino di più per me. Ma non pensavo assolutamente che mi avrebbero tenuto per quattro ore dopo interrogatorio sotto giuramento, foto e impronte digitali e mi avrebbero rispedito a casa con il volo successivo….Cercai di spiegare all’addetto dell’immigrazione che non ero una terrorista, ma non ci fu nulla da fare o da dire. Mi scortarono sull’aereo 2 poliziotti, altre 8 ore di viaggio e piansi tutto il tempo, ma ormai avevo rovinato tutto. Arrivata all’aeroporto di Fiumicino ho aspettato che tutti i passeggeri del volo scendessero e che venisse a prelevarmi il poliziotto di turno, perché il capitano dell’aereo poteva riconsegnare i miei documenti solo ad un ufficiale….Per fortuna ad aspettarmi c’erano mia sorella mia cugina ed il mio nipotino, dolcissimo mi fece passare un po’ la tristezza.

Se voglio tornare negli States dopo questa esperienza?? Si, lo voglio più di ogni altra cosa al mondo, ma ho anche molta paura, nonostante mio zio mi abbia assicurato che la mia situazione è ora sistemata!

Adoro ancora tutto ciò che ha una bandiera americana, mi commuovo vedendo i film girati nella Grande Mela, e non smetto di sperare di poterci tornare presto. Tra l’altro tutto ciò che riguarda gli States è sempre un trend a venire!!!

p.s. dedicato a chi si è fatto una grossa risata sulla mia disavventura!

I’m sure you’ll be entitled imagining some kind of thing she will come out with … Well what I am about to tell you is my story with the States beautiful and yet finished in “tragedy.” It all started with Beautiful, it is precisely the soap opera, I still remember the first episode  viewed over my grandparents’ home, oh how he loved the soap my grandfather, he would have liked this one too! However, thanks to Forrester and my American uncle who spent about 1 month every summer in the country , this love begin to accrue disproportionately for the Land of Freedom. One day in 2005 I went with my 2 roommates to Milan to sign up for an au pair agency that soon would have “procured” me a family to live with for a while in America. The same day, after the aptitude test, I got a call on my cell phone from a stranger number , he was my uncle. He told me to stop everything with the agency because he had found me a better location, it was Wednesday! He says: “Do you want to do this experience (with the American slang mixed with the Roman peasant dialect)?” .. And I said “yes sure! (I was in seventh heaven) … and he said ok you have to be here Saturday! ..and I said “ok I’ll be there.” I only had 2 days to reorganize my life … I made it there, I left the house in Rome, I hand in one’s resignation and greeted family and friends. I have reached the airport in Newark on Saturday devastated and there were waiting for me my two uncles and my cousin Joe with a Starbucks Frappuccino! I learned to drive cars with automatic shift at that time in Italy was still an absolute rarity and on Sunday I met the family that would have changed from day to night my life. I assure you the perfect family: the father working at the Financial Center in NY, the mother (which I think is the nicest person on earth capable of managing the house, husband, 3 children and work, vice President of a major multinational corporation, with all the strength and happiness in the world),  the older of the 3, she was 5, with whom I was soon in tune, the second  3 years, less rapid was our love, but it’s one of those kids that when he enter your heart does not go out anymore, and finally the little one just 8 months, the love of my life. I remained with them about 1 year after which began the misadventure. Yes because it is not easy to move to the United States unless you have a sponsor, and I didn’t have it… Anyway, when I had the consul denied me a J1 visa (now I do not know if it has changed), the world fell apart around me, but especially America!

I returned in 2007 with my mother because my uncle was sick and the immigratin let me in, but when in May of 2011 I organized with my boyfriend and some friends was the tragedy. The morning of departure I had a problem with the ESTA due to typing error in the number of my passport. Arrived at JFK I get in line for the first compared to my group, warning them that it would have take me a little longer. But I did not think at all that I would have kept for four hours of interrogation under oath, photos and fingerprints, and I would be sent back home on the next flight…. I tried to explain that I was not a terrorist, but there was nothing to do or say.2 policemen escorted me on the plane, another 8 hour trip and I cried all the time, I had ruined everything. Once at the Fiumicino airport I had to wait for all the passengers to get off the aircraft and because of the fact that the captain could return my documents only to an officer I had to wait for him to pick me up from the airplane…Luckily my sister, my cousin and my nephew were waiting for me.

If I want to go back to the States after this experience? Yes, I want it more than anything else in the world, but I am also so afraid, despite my uncle has assured me that my situation is now settled!

I still love everything that has an American flag, I get emotional seeing movies filmed in the Big Apple, but I do not stop hoping to return there soon. And plus all about the States is always a trend to come!

P. S. dedicated to those who have made ​​a big laugh over my misfortune!

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