2016

IVY PARK – Beyoncè

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Mancano 2 giorni al lancio della nuova linea di abbigliamento sportivo firmata Beyonce e Top Shop. Non meraviglia la presenza del numero 4 nella data di lancio. Il numero fortunato di Beyoncè si ripete sempre: le date di nascita sua e di Jay Z, il loro anniversario di matrimonio, il nome della loro bimba IVY si ispira proprio al numero romano IV.

E per l’ennesima volta quando Queen B fa una cosa, la fa al 100% “I dream it, I work hard, I grind till I own it”! Infatti la joint- venture con Top Shop non è avvenuta dal giorno alla notte si è presentata da Sir Philippe Green (chief executive di Arcadia) con l’idea, la dichiarazione d’intenti, l’obiettivo, la strategia di marketing tutto nel primo incontro lasciando Sir Green senza parole.

Questa linea è un mix perfetto di abbigliamento sportivo con alte prestazioni tecniche e una spinta fashion, Ivy Park da potere alle donne attraverso lo sport, e proprio con questa linea si vuole dare più importanza alla forza che alla bellezza e si vogliono ispirare le donne affinché lavorino con il loro corpo e non contro il loro corpo.
La collezione si centra su un nucleo di articoli principali: leggings in tre lunghezze, crop tops, t-shirt con maniche morbide sulle braccia, felpe e giacche tecniche. Tutti i prodotti possono essere mescolati per creare la divisa sportswear personale. Perché B sa di che cosa ha bisogno un corpo quando fa sport!

Ivy Park sarà disponibile online ai siti: topshop.com; nordstrom.com; zalando.com; in particolare in UK anche su selfridges.com; jdsports.co.uk; net-a-porter.com

photos via web

Claire Underwood

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Molto spesso le mie amiche mi chiedono consiglio su cosa indossare per l’ufficio. Quasi un dramma per alcune. Così da qualche tempo suggerisco di prendere spunto dai meravigliosi outfits creati per Robin Wright aka Claire Underwood in House of Cards.

La bravissima Kemal Harris Costume Designer della First Lady più famosa della TV studia gli outfits ad hoc per ogni occasione: dal total black della corsa di Claire perché troppo stressata, al meraviglioso abito firmato Ralph Lauren argento per la cena di stato alla Casa Bianca, passando per Situation Room con occhiali dal taglio maschile e camicie celesti.

Claire Underwood rispecchia completamente la frase SEI QUELLO CHE INDOSSI. Così potente, rigorosa, femminile c’è tutto nei suoi outfits anche la sua vulnerabilità e la sua determinazione a prendere posto al tavolo del potere.

Kemal non sbaglia un colpo, tanto che, lo scorso novembre,  Michelle Obama, per uno dei suoi appuntamenti ufficiali, si è ispirata proprio a Claire e in particolare dall’episodio 11 della terza stagione di House of Cards in cui la First Lady del piccolo schermo indossa una giacca di cashmere blue (custom made), una pencil skirt di Ralph Lauren ed ovviamente stiletto Louboutin per cui la Harris aveva preso spunto da un film classico: Adam’s Rib, meglio conosciuto in Italia come La Costola di Adamo, in cui il messaggio di uguaglianza tra i sessi (oltre al guardaroba stratosferico) è molto forte.

da kemal harrisphotos via web and instagram – Kemal Harris profile

Barbie The Icon

Lo ammetto ho giocato con le Barbie fino a tardissima età…ma quanto mi paicciono ancora!
A gennaio scorso durante una visita a Milano son stata al MUDEC a vedere la mostra dedicata alla bambola più famosa del mondo. Appena arrivata ho pensato:” e se ci fosse stata quando ero una bambina, avrei “sballato”!”.
Scrivo questo articolo solo ora, alla fine della mostra, perché non voglio dimenticare la sensazione bellissima avuta lì dentro, è stato come tornare ragazzina per qualche ora!
barbie-the-icon

Ho scoperto molte cose sulla mia amica di infanzia: il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, è nata il 9 marzo 1959 a Willows in Wisconsin, l’hanno vestita oltre 100 designers.
La mostra era costituita da circa 500 pezzi suddivisi in sezioni tematiche dedicate ai temi che hanno segnato lo sviluppo della “vita” di Barbie, la cosa più lampante è stata sicuramente il cambiamento a livello di costume (inteso come evoluzione della moda) nella società del XX secolo. A partire dal 1959 si vedono le trasformazioni più profonde che si sono registrate negli ultimi sessant’anni nella moda e nel design, nella famiglia, nel mondo del lavoro femminile, negli usi e costumi dei Paesi nel mondo.
Inutile dirvi che la mia parte preferita è stata quella delle collaborazioni con i vari stilisti e brands da Benetton a Moschino, a Lagerfeld, Loubutin, Versace, Dior, Ralph Lauren e anche quella disegnata dal mitico Tim Gunn (che ho avuto l’opportunità di conoscere la scorsa estate a NY).
Ah prima di andar via le ho scritto una letterina!
xoxo
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