italia

IVY PARK – Beyoncè

header

Mancano 2 giorni al lancio della nuova linea di abbigliamento sportivo firmata Beyonce e Top Shop. Non meraviglia la presenza del numero 4 nella data di lancio. Il numero fortunato di Beyoncè si ripete sempre: le date di nascita sua e di Jay Z, il loro anniversario di matrimonio, il nome della loro bimba IVY si ispira proprio al numero romano IV.

E per l’ennesima volta quando Queen B fa una cosa, la fa al 100% “I dream it, I work hard, I grind till I own it”! Infatti la joint- venture con Top Shop non è avvenuta dal giorno alla notte si è presentata da Sir Philippe Green (chief executive di Arcadia) con l’idea, la dichiarazione d’intenti, l’obiettivo, la strategia di marketing tutto nel primo incontro lasciando Sir Green senza parole.

Questa linea è un mix perfetto di abbigliamento sportivo con alte prestazioni tecniche e una spinta fashion, Ivy Park da potere alle donne attraverso lo sport, e proprio con questa linea si vuole dare più importanza alla forza che alla bellezza e si vogliono ispirare le donne affinché lavorino con il loro corpo e non contro il loro corpo.
La collezione si centra su un nucleo di articoli principali: leggings in tre lunghezze, crop tops, t-shirt con maniche morbide sulle braccia, felpe e giacche tecniche. Tutti i prodotti possono essere mescolati per creare la divisa sportswear personale. Perché B sa di che cosa ha bisogno un corpo quando fa sport!

Ivy Park sarà disponibile online ai siti: topshop.com; nordstrom.com; zalando.com; in particolare in UK anche su selfridges.com; jdsports.co.uk; net-a-porter.com

photos via web

Barbie The Icon

Lo ammetto ho giocato con le Barbie fino a tardissima età…ma quanto mi paicciono ancora!
A gennaio scorso durante una visita a Milano son stata al MUDEC a vedere la mostra dedicata alla bambola più famosa del mondo. Appena arrivata ho pensato:” e se ci fosse stata quando ero una bambina, avrei “sballato”!”.
Scrivo questo articolo solo ora, alla fine della mostra, perché non voglio dimenticare la sensazione bellissima avuta lì dentro, è stato come tornare ragazzina per qualche ora!
barbie-the-icon

Ho scoperto molte cose sulla mia amica di infanzia: il suo vero nome è Barbara Millicent Roberts, è nata il 9 marzo 1959 a Willows in Wisconsin, l’hanno vestita oltre 100 designers.
La mostra era costituita da circa 500 pezzi suddivisi in sezioni tematiche dedicate ai temi che hanno segnato lo sviluppo della “vita” di Barbie, la cosa più lampante è stata sicuramente il cambiamento a livello di costume (inteso come evoluzione della moda) nella società del XX secolo. A partire dal 1959 si vedono le trasformazioni più profonde che si sono registrate negli ultimi sessant’anni nella moda e nel design, nella famiglia, nel mondo del lavoro femminile, negli usi e costumi dei Paesi nel mondo.
Inutile dirvi che la mia parte preferita è stata quella delle collaborazioni con i vari stilisti e brands da Benetton a Moschino, a Lagerfeld, Loubutin, Versace, Dior, Ralph Lauren e anche quella disegnata dal mitico Tim Gunn (che ho avuto l’opportunità di conoscere la scorsa estate a NY).
Ah prima di andar via le ho scritto una letterina!
xoxo

Modelle come Bambole

Sarà che son di nuovo bloccata a casa con un ginocchio che sembrano quattro, sarà che a Milano c’è la mostra di Barbie, ma ho trovato queste foto con due modelle d’eccezione: Elizabeth Erm e Magdalena Frackowiak. Non potevo non condividerle con voi, perché pensavo quanto sarebbe cool potersi scambiare gli abiti come si faceva con le bambole. Ogni modella / bambola ha gli accessori e i looks dei nostri designers preferiti.
GUCCI 2
Questa di Gucci ha tutto il necessario per andare a cavallo!

Chanel: Métiers d’art

Ho saputo della sfilata dalla mia make up artist preferita Manola Spaziani (che vi invito a seguire su FB e Instagram) è sempre in viaggio tra un editoriale e una sfilata, è super top. Con lei è come essere Front Row ad ogni evento 😉

12277462_545844652248062_1186171479_n 12317437_1638832969709729_260605991_n

Paris- Rome Métiers d’art è il nome della nuova collezione Chanel che ha sfilato il primo dicembre nel Teatro  5, tanto amato da Fellini, di Cinecittà a Roma. E’ una ‘parigina a Roma’ quella disegnata da Karl Lagerfeld per questa collezione. I set di alcuni film anni ’50 delle più importanti produzioni del cinema italiano e hollywoodiano sono stati la cornice sia della sfilata che della proiezione dell’ultimo cortometraggio girato da Karl Lagerfeld Once and Forever interpretato da Kristen Stewart e Géraldine Chaplin entrambe chiamate ad interpretare  Gabrielle Chanel in età diverse. In particolare l’ambientazione grigia e nebbiosa ricostruisce un angolo di Parigi, con il viale alberato, la stazione della metropolitana da cui arrivano le modelle, il garage, la frutteria, il cafè, il fiorista, il cinema dove viene appunto proiettato il cortometraggi.

La collezione Mètiers d’arts, che ha debuttato nel 2002, si aggiunge a quella ready to wear e haute couture ed è il risultato del lavoro artigianale e degli antichi mestieri di professionisti della moda che da anni lavorano negli atelier couture di Chanel. A partire dal 1985 la maison ha dato vita a una politica di acquisizione degli atelier del savoir-faire.

 

Per me con Chanel è stato amore al primo istante, quando la prof ci raccontò per la prima volta la sua storia ricordo rimasi talmente affascinata da questa Pioneer che decisi sarebbe poi stata l’argomento al mio esame finale all’università, lei ci ha liberate da mille costrizioni e ci ha avviate all’uso del pantalone, ci ha permesso di essere confortable ma anche super fashion, è lei che ci ha “vestite” per le prime partite a tennis. Mi è piaciuto ancor di più il fatto che Coco Chanel avesse studiato un tipo di eleganza adeguata alle necessità della pratica sportiva: “nemmeno sulla scena ci si doveva travestire, ma vestire in modo da rendere evidente la propria identità.” E vogliamo parlare de La petite robe noir? Questo abito must have di qualsiasi armadio femminile oggi può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l’abito intero femminile. Direi che per noi Chanel è stata fondamentale.

photos via Manola Spaziani MUA Instagram

Running Running

Questa mattina avrei proprio voluto fare una corsetta, ma sono bloccata a casa… Vivere vicino al mare ti spinge a voler passare più tempo possibile all’aria aperta, non è sempre possibile purtroppo. Ma quant’è bello questo sole del primo novembre! Nel frattempo mi son messa alla ricerca della scarpa giusta per una corsa su un percorso sterrato e già parlando con un amico runner esperto avevo capito che correre con una scarpa da ginnastica qualsiasi non è proprio corretto, per la prima volta Ricky mi ha parlato tanti fattori da considerare prima di acquistare una scarpa da running se si è deciso che correre è lo sport che vogliamo intraprendere. Così durante una ricerca su internet ho trovato www.misterrunning.com è un perfetto negozio di sport online ma nel momento in cui si clicca su scarpe oltre a poter scegliere tra uomo e donna e tra le varie tipologie di sport questo sito vi permette di utilizzare lo SHOE FINDER, per la scarpa adatta ad ognuno di noi. Per scegliere la giusta scarpa da running bisogna tenere in considerazione una serie di fattori molti importnati:

se siamo uomini o donne, il nostro peso, la tipologia di appoggio di appoggio del piede e ci permette di scegliere tra:(neutro, over pronazione, supinazione; l’arco del piede che può essere  basso, medio o alto, il tipo di percorso su cui intendiamo correre se sterrato o su strada. in base a questi  dati potremo scoprire qual’ è la scarpa più performante  per il nostro piede.

Ho fatto una prova per voi e con i seguenti  dati:

donna, peso tra  55 e 70 kg, over pronazione, arco del piede basso, su un percorso sterrato le scarpe più adatte a me sono principalmente asics: 1.asics w gel fujitrabuco 4;   2. asics w gel noosa tri 10.

asics w gel fujitrabuco 4 asics w gel noosa tri 10

 

Pure Barre

Quest’estate son tornata finalmente negli States dopo 8 anni. Ho rivisto i miei zii, i miei cugini, le mie amiche. In una domenica in cui con Emi abbiam deciso di restare con la mia famiglia nel New Jersey, Kimberley, la mia cuginetta, mi ha portata con lei ad una lezione di Pure Barre, che potrebbe essere definito in parole povere un mix tra il riscaldamento delle ballerine classiche per via della presenza della Barra, appunto, e il Pilates per la tantissima isometria.
Sono stata nel centro di Denville, NJ e sia le ragazze del centro che l’insegnante Nora sono state dolcissime oltre che bravissime. Un piccolo centro, ma molto ben organizzato con lo spogliatoio a vista e l’angolo del Merchandising, da cui, lo ammetto, non ho resistito ad un paio di calzini antiscivolo e una canotta con su scritto I Love Pure Barre.
La lezione di un’ora circa è stata a dir poco devastante e ricordo che per i 4 gg successivi ho avuto le gambe, le spalle, il sedere e la pancia che mi bruciavano da morire, ma quel bruciore che sai esser super positivo. Durante la lezione i miei muscoli non abituati a quella tipologia di allenamento “tremavano” spesso, ma per fortuna c’era lo stretching.
Pure Barre è una tecnica innovativa a basso impatto, protegge le giunture evitando salti di ogni genere. Ogni sessione di allenamento è subito seguita dalla sessione di stretching per poter creare una muscolatura più lunga e snella senza gonfiarla. E’ una tecnica studiata appositamente per le zone critiche delle donne, infatti, rassoda: cosce, addominali, braccia, sedere e nell’ora di seduta bruci tante calorie.
Spero arrivi presto anche in Italia, anche se per ora sono concentrati su Stati Uniti e Canada, così che anche voi possiate provarlo.

 

 

Ecco di seguito tutto ciò che potrebbe servirvi per provare questa nuova disciplina: materassino, palla, cerchio, tubo elastico, telo, barra, t-shirt morbida, calzino antiscivolo, gli scaldamuscoli.

 

Last summer finally I went back to the States after eight years. I have been visiting my uncles, my cousins, my friends. On a Sunday in which Emi and I decided to stay with my family in New Jersey, Kimberley, my little cousin, she took me with her to my first Pure Barre lesson, which might be defined in simple terms a mix between the warm-up of the classic dancers because of the bar, and Pilates for the isometrics work out. I was in Denville, NJ and I have to tell you both the girls at the Pure Barre center and the teacher Nora were very nice and super capable. A small center, but very well organized with the locker room in view and the angle of merchandising, from which, I admit, I couldn’t resist a pair of sticky socks and a tank top that says I Love Pure Barre.

The lesson of one hour has been kind of devastating, and I remember that for the 4 days after the lesson I had legs, shoulders, butt and belly so sore, but that kind of “positive sore”. During the lesson my muscles not used to that type of training “trembling” often, but fortunately there was stretching. Pure Barre is an innovative technique to low impact, protects the joints avoiding jumps of all kinds. Each training session is immediately followed by stretching session in order to create a longer and leaner muscles without inflate. It ‘a technique developed specifically for the critical areas of women, in fact, firms: thighs, abs, arms, butt and at the hour of sitting burn many calories. I hope will come soon in Italy, although so far they are focused on the United States and Canada, so that you too can try it.

Slip On

Nate nel decennio che preferisco, i mitici anni ’70 le Slip on sono nate per gli skaters, la Vans ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. Le caratteristiche principali: suola in gomma e assolutamente nessun laccio, si infilano e sfilano con estrema facilità.  Il motivo a scacchi della Vans bianco e nero mi piace ma non troppo ho preferito textures diverse. Ve le posto di seguito 😉

photos via web

Le MeraBiglie

Il 2015 è stato per me un anno di grandissimi cambiamenti, primo fra tutti il nuovo lavoro, che mi ha portato a girare un bel pò per l’Italia. Prima città visitata è stata Ragusa. Appena arrivata nella Ragusa “nuova” la sensazione non è stata delle migliori, ma una volta approdata ad Ibla lo stato d’animo è completamente cambiato. Ricordo perfettamente la quantità di gente che riempiva la piazza di uno dei due Duomi (si Ragusa ha due Duomi nonchè due patroni), quella sera ricorreva la festa del patrono San Giorgio. Dopo una granita alle fragoline di bosco, a dir poco squisita, entro nel negozietto di oreficeria proprio lì vicino e dopo aver curiosato chiedo spiegazioni sulla giornata alla padrona e ideatrice del luogo in cui mi trovavo. Barbara Arezzi, una donna dolcissima e simpaticissima, abbiamo chiacchierato dell’evento della serata e poi ci siamo accordate per una serata tra donne. Cenetta in un locale nel cuore di Ibla, Cucina e Vini, cucina tipica siciliana, memorabile!
Ci siamo raccontate quella sera, ed ho scoperto che Barbara è una vera e propria orafa, ha studiato a Firenze quest’arte e nel 1991 apre il suo negozio di gioielli. Dal 2007 produce le MeraBiglie i gioielli realizzati artigianalmente con argento, ceramica di Caltagirone e pietre naturali. Se si va ad Ibla non si può tornare a casa senza una MeraBiglia.

La cura dei materiali utilizzati, l’abbinamento dei colori delle pietre naturali con le Biglie in ceramica finemente decorata a mano, rendono ogni gioiello unico e particolare.

 

Chi seguo su Instagram: Nima Benati

Nima Benati è una giovanissima fotografa di moda, italianissima e talentuosissima. E’ sulla scena da circa 5 anni, ma ha già scattato campagne per famosi brand come Patrizia Pepe, Pin Up Stars, Bikini Lovers e Cruciani. Adoro il suo nome, non so bene perché, è bellissima e non capisco come non sia lei stessa una modella.

nima

 

“la mia mente associa tutto ciò che vedo o faccio ad un possibile shooting perciò mi lascio ispirare da ogni cosa: non c’è limite all’ immaginazione e mai ci sarà”

 

photos via web

Herbavis

Quanti di voi come me hanno una mamma che è “fissata” per le cose bio e naturali? Quanti preferiscono l’aloe vera al posto di trattamenti con farmaci?
Io sto con voi, ogni volte che un medico decide di farmi prendere farmaci per uno qualsiasi dei miei mille malanni, so già che appena riferirò a mia mamma lei avrà il rimedio naturale fatto appositamente per il mio caso.
Ecco come ho conosciuto Herbavis, ricordo lo scorso anno dopo un intervento al crociato anteriore ho fatto l’esame alle gambe che in qualche modo controlla lo stato delle vene, lasciamo stare l’esito che è meglio. Chiamai mia mamma e lei con molta semplicità mi suggerì di prendere un combo di pasticche di mirtillo, e gocce di sorbo e castagno.
Avevo un’erboristeria fino a qualche tempo prima proprio sotto casa che al momento del bisogno risultò aver chiuso da qualche mese….herbavis mi ha semplificato la vita, posso tranquillamente ordinare gli stessi prodotti (a marchio Sarandrea) direttamente da casa e mi arrivano nel giro di 5 gg lavorativi. Su Herbavis c’è una varietà infinita di prodotti erboristici ottimi e non solo è anche una pregiatissima liquoreria.

logo_base



Translate »